Perché la scienza non può essere democratica?

Perché la scienza non può essere democratica?

Perché la scienza non può essere democratica? Perché non posso esprimere il mio parere senza essere insultato? Chi ha dato il diritto a questi scienziati di dettare legge? Tutti dubbi che hanno attraversato la mente di molti in questo periodo e in particolare negli ultimi anni, per questo è bene fare un approfondimento a tal proposito.

In questo articolo andremo a scoprire perché la scienza non può essere democratica e perché, di conseguenza, molte persone vivono questo rapporto con la scienza come una costrizione.

 

In cosa sbaglia la scienza?

 

Perché la scienza non può essere democratica?

 

Prima di vedere le motivazioni sul perché la scienza non può essere democratica, è bene chiederci perché sentiamo questa necessità.

Il periodo storico in cui viviamo è più caratterizzato che mai da una forte scissione tra la gente: da una parte abbiamo coloro che credono nelle nozioni scientifiche, dall’altra troviamo gli scettici, ovvero coloro che nutrono dei dubbi verso questo mondo.

La divisione, chiaramente, non è netta e ci sono molte persone che credono a determinate cose e nutrono dubbi su altre, ma questa lotta intestina ha creato numerose problematiche nella nostra società. Problematiche che andranno ad acuirsi nel tempo.

Quali sono le cause che si trovano dietro a questo scetticismo di massa? Da una parte troviamo Internet: l’avvento dell’era digitale, infatti, ha permesso a moltissime persone di informarsi più facilmente su qualsiasi argomento verso il quale nutrano interesse.

Se questo è un aspetto tremendamente positivo del progresso, poiché vuol dire che la conoscenza è a portata di tutti, esiste ovviamente un rovescio della medaglia.

Innanzitutto, la veridicità delle informazioni: non tutti i dati che si trovano online sono veri e non tutte le fonti sono attendibili allo stesso modo. Questo ha fatto nascere il fenomeno delle fake news, ovvero le notizie false: secondo Statista.com, infatti, queste non sarebbero legate solo al web, ma sono andate a contaminare anche i media tradizionali con un 51% della popolazione che ha assistito alla loro diffusione anche al telegiornale.

Non è sempre facile riconoscere una “bufala” ed è un processo che richiede un tempo che spesso utenti e giornalisti non hanno (potremmo parlare a lungo della riduzione qualitativa dei giornali e le sue cause).

Un altro aspetto da considerare è la quantità di informazioni: leggere degli articoli di approfondimento online ci dà una falsa sicurezza in termini di conoscenza. Spesso basta la lettura di qualche articolo o la visione di qualche video, infatti, per sentirci allo stesso livello di scienziati che hanno alle spalle decenni di esperienza e studi.

Dall’altra parte sbaglia anche la scienza: vedremo tra poco perché la scienza non può essere democratica, ma questo non vuol dire che il suo modo di porsi debba essere autoritario.

Per quanto sia perfettamente comprensibile la frustrazione degli uomini e le donne di scienza che devono cercare di rispondere alle domande degli scettici (soprattutto in un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo), spesso l’utilizzare il pugno di ferro contro queste persone scaturisce l’effetto opposto.

Una migliore predisposizione al dialogo, forse, otterrebbe più risultati rispetto a insulti e dileggio (come capita in alcuni elementi della comunità scientifica).

 

Perché la scienza non può essere democratica?

 

Perché la scienza non può essere democratica?

 

Arriviamo quindi al nocciolo della questione: se è vero che una maggiore capacità “diplomatica” da parte della comunità scientifica potrebbe giovare in alcuni casi, la scienza è tenuta a instaurare una discussione di questo tipo?

Ci sono due punti che sostengono la “non-democrazia” della scienza: il primo è il mondo stesso. La scienza si basa sudi fatti reali, che possono essere dimostrati. Purtroppo. spesso è necessaria una grande preparazione per comprenderli, ma molti di questi non soggetti a interpretazione.

Così come la legge di gravità non smette di funzionare se non le credi o se leggi articoli che negano la sua esistenza, lo stesso accade per altre realtà.

La seconda è che la discussione che tanto aiuterebbe a veicolare un messaggio senza il pugno di ferro è spesso posta in una condizione di svantaggio: l’uomo di scienza deve dimostrare tutto, partendo dal presupposto che un solo errore potrebbe sancire la sua inattendibilità, mentre dall’altra parte lo scettico può gettare ipotesi su ipotesi nella speranza di azzeccarne una ed ottenere così credibilità.

La scienza ha sbagliato in passato, soprattutto di fronte a novità come il Covid in cui ci sono state contraddizioni da parte della comunità scientifica e questo non ha fatto che inasprire la sfiducia verso questo mondo, per questo rendere più “democratica” la scienza potrebbe di fatto minarla ancora di più.

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