Chi rifiuta la tecnologia?

In un mondo governato dalla progressione scientifica, chi rifiuta la tecnologia? E le comunità prive di tecnologia, lo sono davvero? Questo e molto altro nell’articolo di oggi.

Come abbiamo avuto modo di vedere in articoli precedenti, la tecnologia ha migliorato sensibilmente la qualità e la durata delle nostre vite, ma nonostante questo ha non pochi detrattori.

Chi rifiuta la tecnologia (in tutto o in parte) spesso lo fa perché è preoccupato per gli effetti collaterali che le innovazioni scientifiche hanno avuto sul mondo e sulla società.

Inquinamento, incremento di malattie tumorali, perdita del contatto umano e molto altro ancora: a torto o a ragione, in tanti provano dei sentimenti contrastanti verso la tecnologia e sognano un ritorno alle origini, dove tutto era più semplice e più sano.

Ma proviamo a parlare un po’ di cosa succederebbe a rifiutare la tecnologia e chi è che non la utilizza (e in che misura).

Il problema della misura

Chi rifiuta la tecnologia 2
Una via di mezzo tra rifiuto e accettazione

Innanzitutto, è necessario capire cosa vuol dire rifiutare la tecnologia e in che misura. Se parliamo di innovazioni introdotte dall’uomo e che non c’erano naturalmente, allora dovremmo tornare a vivere nelle caverne e cacciare armati di sassi non affilati (anche una lancia è un prodotto dell’innovazione tecnologica).

Chiaro che una vita di questo tipo non sarebbe adatta alla maggior parte delle persone e avrebbe delle ripercussioni pesantissime sulla percezione che abbiamo della vita stessa (la natura è più crudele di quanto non si creda e la maggior parte delle volte si muore perché mangiati o malati).

Una via di mezzo sarebbe rifiutare l’elettricità e regredire a prima dell’avvento di computer e Internet, ma naturalmente questo avrebbe un impatto su coloro che utilizzano l’elettricità per rimanere in vita (pensiamo agli ospedali e a coloro che sono affetti da condizioni che richiedono respiratori), oltre che a rinunciare a degli agi che spesso diamo per scontato, come frigoriferi e congelatori.

Si potrebbe vivere rinunciando alla tecnologia? Senza macchine, frigoriferi, smartphone, computer e televisori? Sicuramente, ma è corretto dire che siamo diventati dipendenti dato che la vita come la percepiamo è completamente plasmata attorno a queste funzioni.

Il distacco dalla tecnologia, premesso di non averne bisogno per rimanere in vita, sarebbe drastico per la maggior parte delle persone: innanzitutto sarebbe necessario provvedere al riscaldamento di inverno, ovvero tornare a utilizzare il fuoco come fonte di calore.

Ma questo sarebbe il problema minore, in quanto molte case ospitano ancora stufe e camini: il problema sarebbe recuperare il cibo. In assenza di elettricità, non potremmo più fare la spesa a cui siamo abituati. La conservazione del cibo sarebbe ben diversa e potremmo nutrirci di alimenti lontani solo se questi vengono conservati sott’olio o sotto sale.

 

Insomma: chiaro che si può vivere rifiutando la tecnologia, ma la nostra vita sarebbe ben diversa da quanto pensiamo. Anche rimuovendo un singolo elemento, come gli smartphone, cambierebbe sensibilmente dato che molte delle nostre comunicazioni si basano su questo strumento.

Chi Rifiuta la Tecnologia: gli Amish?

Chi rifiuta la tecnologia
Vestiti Amish

Quando si parla di rifiuto della tecnologia, molte persone pensano istintivamente agli Amish, comunità di stampo religioso in cui la tecnologia ha un accesso estremamente limitato.

L’immaginario comune è sempre lo stesso: vestiti di nero, intenti a lavorare nei campi, produrre il burro tramite la fedele zangola o a costruire fienili. Armati di lampade a olio e della cara e vecchia bibbia.

Chiaro che anche in questo caso si parla di un rifiuto parziale della tecnologia, in quanto la stessa zangola e la lampada a olio sono frutto del progresso scientifico, ma anche questo rifiuto parziale richiede un’ulteriore spiegazione.

Innanzitutto, esistono diverse realtà Amish ed ognuna di esse applica delle regole diverse rispetto all’utilizzo della tecnologia.

Tra le più accomodanti troviamo i Kalona, dove molti strumenti che non richiedono elettricità in sé sono utilizzati, come motoseghe e congelatori meccanici. Tra le più severe, in questo senso, troviamo gli Swartzentruber (che si concedono solo l’utilizzo di lavatrici motorizzate come il 97% degli Amish) e i Danner.

Naturalmente una comunità Amish non è tale solo per il rifiuto della tecnologia, ma la loro cultura ha un’influenza in molti altri aspetti (come l’obbligo di matrimonio all’interno della comunità). Nonostante questo, sono la dimostrazione che si può vivere rinunciando parzialmente alla tecnologia, sebbene non tutti vorrebbero vivere la vita così come l’hanno scelta loro.

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