WiFi e connessione LAN: come collegarsi alla rete

WiFi e connessione LAN come collegarsi alla rete

Quello che andiamo ad affrontare oggi è un problema molto diffuso, soprattutto per quanto riguarda i primi giorni dopo la sottoscrizione di un nuovo contratto internet. Se lo smartphone richiede necessariamente una connessione WiFi, per quanto riguarda i computer (portatili o fissi) la risposta non è in genere così semplice.

Da una parte abbiamo la connessione WiFi con tutta la sua comodità e limiti, dall’altra troviamo la stabilità di un cavo di rete che però spesso sembra irraggiungibile da ottenere.

In questo piccolo approfondimento, quindi, andiamo a vedere quali sono le alternative a nostra disposizione e come fare per trarre il meglio dalla nostra connessione internet.

Adattatori WiFi e ripetitori di segnale

Sebbene il cavo di rete, altrimenti conosciuto come LAN, sia l’ideale da ottenere, spesso è anche il più difficile a causa di limiti di spazio e distanza dal router.

Per questo motivo è bene conoscere il proprio WiFi e sapere come sfruttarlo nel modo migliore.

Partiamo con il dire che la maggior parte dei computer (anche se in alcuni fissi può capitare che non sia presente) riscontriamo la presenza di una scheda di rete integrata, la quale spesso ci permette di accedere direttamente alla rete WiFi.

Detto questo, molto spesso gli utenti si lamentano della qualità della connessione ottenuta in questo modo e cercano sistemi per potenziarla o renderla quantomeno più stabile.

Cosa possiamo fare a tal proposito?

Esistono penne USB o meglio ancora antenne USB che permettono di potenziare il segnale ricevuto dal computer, così da aggirare ostacoli fisici come muri o la semplice distanza dal router, spesso sufficiente per far degradare sensibilmente il segnale.

Il segnale radio e le frequenze

Nell’acquistare un oggetto di questo tipo, spesso ci troveremo di fronte a una descrizione che parla di frequenze a 5 Ghz e 2.4 Ghz. Qual è la differenza che corre tra queste due frequenze?

La frequenza a 2.4 Ghz è quella che viene utilizzata comunemente dal WiFi del router e offre una copertura maggiore ma con una larghezza di banda minore e una velocità ridotta.

Tanto per fare un esempio, in presenza di una 200 Mb (una delle connessioni più comune con i limiti dei collegamenti a rame), una connessione 2.4 Ghz permette di ricevere in media 50/60 Mb in download, in confronto dei 140/150 Mb che è possibile ricevere con una connessione a 5Ghz.

È ovviamente difficile spiegare nel dettaglio il funzionamento delle varie frequenze, ma cercheremo di semplificare il discorso affinché sia di facile comprensione.

Ogni apparecchio WiFi trasmette su una determinata frequenza chiamata “canale”. Se più di una rete si trovano sul medesimo canale, queste si disturbano tra di loro. L’ideale sarebbe quindi trovare un canale libero, ma questo è più facile a dirsi che a farsi: infatti non solo il numero stesso di canali è limitato, ma questi tendono a disturbarsi tra di loro.

Su quattordici canali messi a disposizione per la connessione a 2.4 Ghz, solo tre di questi non presentano interferenze tra di loro (1, 6 e 11). Il discorso cambia per la connessione a 5 Ghz, in quanto si trovano più di venti canali privi di interferenze, i quali permettono di ottenere una qualità del segnale nettamente migliore.

Per questo motivo, quando possibile, si tende a puntare sulla frequenza a 5 Ghz.

Superare i limiti del WiFi

Entrambe queste frequenze presentano però gli stessi difetti legati alle connessioni WiFi: il segnale tende a essere più debole e discontinuo.

Per questo motivo, se sulla carta un collegamento a 5Ghz con un buon ripetitore ti permette di ottenere la stessa velocità di un collegamento LAN, il segnale sarà comune peggiore e meno stabile.

Per questo motivo tantissimi utenti optano per dei ripetitori di segnale, i quali si allacciano alla rete del router e permettono o di espandere la copertura del WiFi, o addirittura di trasformare l’impianto elettrico in un’estensione del collegamento LAN.

Questa possibilità viene incontro sia a computer che a dispositivi come i decoder TV che necessitano di un collegamento tramite cavo.

Una soluzione che sembra senza dubbio più fattibile di attaccare un cavo ethernet di 30 metri che attraversi tutta la casa, nel peggiore dei casi (sebbene il collegamento diretto rimanga l’opzione migliore se vogliamo avere un segnale pulito e al massimo delle sue capacità).

È opportuno e importante capire i limiti del WiFi e fare le prove con il proprio router: molto spesso gli utenti si lamentano di problemi legati alla navigazione senza tenere di conto dei limiti che questa tecnologia offre.

Attenzione al dispositivo

È bene ricordare, infine, che anche il dispositivo che utilizziamo per accedere alla rete ha il suo impatto sulla velocità finale percepita. Essa, infatti, varia in base al numero di antenne WiFi che la scheda di rete interna contiene.

Questo discorso è valido sia per i computer che nei dispositivi mobile: non è raro, infatti, che la velocità raggiunta su un computer con una scheda di rete dotata di più antenne sia maggiore rispetto a quella percepita da uno smartphone.

Inoltre, proprio parlando di dispositivi mobile, tieni conto dell’attenuazione di segnale causata da cover, lontananza dal router o anche solo dalla mano attorno allo smartphone, che crea uno scudo di “carne” di un paio di centimetri.

Infine, con tutti questi aspetti da considerare, solitamente i router in modalità “automatica” riescono a trovare il miglior compromesso per permettere all’utente di godere della miglior connessione possibile. Se però sperimentassimo ugualmente problemi legati alla velocità e alla qualità del segnale, è possibile chiedere a un tecnico di eseguire un controllo da remoto, spesso sufficiente per risolvere problemi di configurazione.

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