Da Sky a Netflix: gli abbonamenti più richiesti

La fruizione di film e serie tv è cambiata sostanzialmente nel corso degli anni, attraverso periodi più o meno delineati l’uno dall’altro. Senza ombra di dubbio, se parliamo di ere dell’intrattenimento, quella che stiamo vivendo in questo periodo è quella degli abbonamenti mensili e annuali, disponibili sia sulla classica televisione che su dispositivi più o meno portatili.

A tal proposito, esistono servizi che superano i confini nazionali diffondendosi in tutto il mondo mentre altri trovano il proprio pubblico esclusivamente in un paese specifico. Nella prima categoria troviamo Netflix, Amazon Prime Video e altri servizi simili, mentre nell’altra troviamo abbonamenti più localizzati, come Sky in Italia e Hulu in altri paesi.

È interessante analizzare la diffusione di questi servizi così da capire cosa possiamo aspettarci in futuro e i passi che ha compiuto la televisione tradizionale per concorrere in un mercato così competitivo.

 

I vari abbonamenti: numeri e diffusione

Data la grande diffusione che ha avuto Netflix in tutto il mondo, non sorprende vedere numeri esorbitanti associati a questo servizio. Pensiamo, infatti, che nel 2018 si parlava di oltre 150 milioni di abbonati, una cifra impensabile per realtà più locali.

Abbiamo parlato in precedenza di Sky come offerta in Italia: in un paese tradizionalista come il Bel Paese, il servizio in vigore dal lontano 2003, ha ancora la meglio rispetto all’alternativa più moderna rappresentata da Netflix.

Se nel primo caso troviamo un aumento nel corso degli anni (non sempre costante) che ha portato a una media di cinque milioni di utenti attivi, dall’altra troviamo solo due milioni che utilizzano la piattaforma statunitense.

 

Ma questo è solo uno dei tanti casi nazionali… possiamo infatti dire lo stesso per la Svizzera, che oltre al catalogo internazionale rappresentato da Netflix (che nel 2018 contava un milione e mezzo di utenti), Prime e in futuro Disney +, troviamo anche servizi quali Sky Ticket-Show e Teleclub Play.

Cosa ci dice questa varietà d’offerta e i numeri che abbiamo potuto vedere in precedenza? Che in futuro (ma già il problema si presenta attualmente) sarà impensabile utilizzare un unico servizio, in quanto pagare più abbonamenti ci permetterà di accedere a un palco di offerte più ampio per il nostro intrattenimento.

Il costo per il nostro tempo libero è destinato ad aumentare, anche se la maggior parte degli abbonamenti ha un costo che si avvicina a un singolo biglietto per il cinema mensile. Si va dai 7.- franchi di Amazon Prime Video, fino ai 14,80 franchi di Sky Ticket-Show.

Tutte le rose hanno le loro spine, naturalmente: una delle critiche più mosse nei confronti del leader dello streaming Netflix in Svizzera è il catalogo estremamente ridotto in lingua italiana, che penalizza la fetta di popolazione che non parla fluentemente il francese o il tedesco (in particolare per quanto riguarda i lungometraggi).

Proprio per far fronte alla grande domanda e alla molteplice offerta (oltre che per arrivare là dove altri servizi non arrivano) Ticinocom ha aggiunto alle proprie offerte la TV 2.0, un servizio che per soli CHF 20.-  al mese permette di ricercare film, serie tv e trasmissioni passate e di registrarle in automatico, proponendosi come l’anello mancante tra la televisione di stampo classico e i nuovi servizi di streaming.

Il tutto senza impattare sulla qualità di connessione andando a utilizzare una banda che in genere non viene utilizzata dagli utenti durante l’uso quotidiano di internet.

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